PIERGIORGIO BUSSANI

Nato a Chiavari nel 1959 e residente a Levanto, sposato con tre figli, autore ed interprete di numerose canzoni, si scopre cantautore giovanissimo (nel 1973). Dopo le prime esperienze nella Musica Liturgica Moderna (diversi brani e 2 messe per i giovani), passa alla canzone cristiana d'annuncio. Determinanti nella sua formazione religiosa e musicale sono gli incontri, negli anni '70, con il Gen Rosso e con don Giosy Cento. Non appena quest'ultimo fonda, assieme ai frati cappuccini dell'Umbria, l'Associazione Nazionale cantautori Editori ed artisti di ispirazione Cristiana ("Il Mio Dio Canta Giovane") vi aderisce con entusiasmo e da più di 12 anni ne è il Coordinatore Ligure. Il gruppo Regionale ligure di Artisti Cristiani che dirige è uno dei più attivi e numerosi (consta di almeno una cinquantina di persone); dai primi anni '80 ha in attivo 600 concerti in tutta Italia e all'estero. Ha partecipato alla realizzazione di alcuni album e sta lavorando attualmente ad un nuovo lavoro artistico che dovrebbe uscire entro la primavera. Da sempre cultore appassionato del genere CCM (musica cristiana contemporanea) può considerarsi uno dei massimi esperti italiani per il settore nazionale, nonché discreto conoscitore del Gospel internazionale. Ha maturato esperienze anche come presentatore, conduttore e organizzatore di eventi artistici a livello nazionale ed internazionale. Ha fatto parte del Comitato organizzatore del "Meeting dei giovani verso il Giubileo", ed è stato coordinatore tecnico sia dello stesso Meeting che delle due serate musicali "Dal Concilio al Giubileo: la canzone di Dio" che si sono tenuti a Sanremo, al Teatro Ariston, il 26-27 Novembre 1999: per questo suo impegno ha ricevuto il "Leone d'oro" dal Comune di Sanremo. Con il suo gruppo ha partecipato, nell'agosto 2000, all'animazione della "Giornata Mondiale della Gioventù" e come ospite al JUBILMUSIC, che si è tenuto a Sanremo, al Teatro Ariston, il 26 Novembre 2000. Dal 2001 è direttore artistico della rasseggna internazionale di Musica Cristiana di Caposele (AV) e delle rassegne estive che si tengono in Liguria: “Capitali Gospel della Liguria” per la Riviera di Levante e “Tra i fiori ed il Cielo” per la Riviera di Ponente.

INTERVISTA A PIERGIORGIO BUSSANI
(realizzata da Paola Maschio)

I."chi sono gli artisti cristiani?"
B."Vorrei iniziare l'intervista innanzitutto dicendo chi NON siamo. Non siamo una setta. E non siamo, nella maggior parte, cantanti, cantautori ed in genere noti artisti che hanno conosciuto una fulminea conversione e compongono e cantano canzoni con testi ispirati al cristianesimo.

I.Ma allora per questi ultimi artisti non vi è posto nella vs.Associazione o comunque nel vs.mondo.Negli anni (vedi Zero e Celentano), ed anche ora, abbiamo assistito ed assistiamo a dichiarazioni di fede cristiana da parte di cantanti famosi.
B."Tutt'altro! Nella ns.famiglia vi è posto per tutti coloro che vogliano testimoniare la loro fede attraverso la musica contemporanea, secondo gli insegnamenti del Vangelo (...ove due o più sono riuniti...). Per ogni vero cristiano condividere con i fratelli la propria esperienza di fede deve essere motivo di grande gioia. Purtroppo molti, troppi sono ancora quelli che desiderano vivere e vivono la loro religiosità in un modo molto personale ed isolato e non hanno contatto o scambio con gli altri cristiani. Questi sono sia tra i cantanti famosi che non. Nella conversione adulta è molto tipico desiderare di cambiare subito il mondo per Cristo, ma in un modo del tutto soggettivo e personale. Si rifiuta la collaborazione, il camminare insieme. Tante, troppo volte, si ritiene di essere i depositari della verità, gli unici a poter interpretare i desideri del Signore. Questa dimensione ( o "tentazione") è molto diffusa ed è il principale male che rallenta la ns.esperienza, la ns.crescita.
I. E quindi secondo te l'Associazione o le Associazioni sono l'unica medicina?
B. "Non ho la presunzione di affermare questo! La nostra Associazione ed anche quelle similari o i gruppi aggregativi di recente nascita, possono aiutare questi artisti. Ma la medicina, come dici tu, giusta, è l'umiltà ed il servizio."
I. Spiegati meglio.

B."L'umiltà di saper riconoscere che tutti, ciascuno con i propri mezzi e talenti, siamo utili alla causa della fede cristiana, al seguire Cristo; l'umiltà di cantare insieme agli altri, di condividere, magari di scrivere insieme una canzone anche per un altro, di interpretarla coreograficamente, o cantare la canzone di un altro e non la propria, o addirittura, saper solo ascoltare. E poi il mettersi al servizio del prossimo, che nel nostro campo può essere il cantante meno fortunato, meno brillante, il pubblico, il collaboratore del momento, il tecnico."
I. Ciò che dici, a mio vedere, è impossibile non solo nel mondo della musica leggera, ma anche al vs.interno.
B." Purtroppo nella tua affermazione c'è un fondo di verità. il "mal di palco" è diffuso dappertutto e miete sempre più vittime. La ns.è la civiltà dell'apparire: stare sul palco od in Tv, condurre una vita piacevole, nel lusso è la massima aspirazione per molti. Ma la soluzione c'è e vorrei fartela comprendere con una frase di Darrel Mansfield, artista cristiano statunitense: "se voglio cantare a Gesù dovrò farlo con gli altri e per gli altri, altrimenti starò zitto!"
I. La vs.sembra un pò una formula masochista.

B."Questa è la ns.religione. Il vedere nell'altro, nel prossimo il ns.Dio. E quindi amarlo. Si può amare in tanti modi. Noi amiamo, o cerchiamo di farlo, attraverso la musica."
I.Hai citato Darrel Mansfield. Mi risulta che negli USA c'è grande fermento intorno alla musica cristiana contemporanea, centinaia di artisti, case discografiche, businnes...
B. "In parte è esatto ed in parte no. Gli Usa, ed il mondo anglosassone, hanno una antica tradizione ed un ricco repertorio. Esistono validi professionisti credenti e solo validi professionisti. Non si può cantare a Dio senza crederci. Il Gospel non è un genere musicale; è uno stile di vita, tradotto significa Vangelo. Comunque da una gran parte di artisti anglosassoni noi italiani abbiamo solo da imparare sia dal punto di vista musicale, professionale ed anche come testimonianza cristiana."
I. La chiesa cattolica e le altre chiese cristiane italiane come vedono la vostra esperienza?

B. "La chiesa cattolica all'inizio, tra gli anni 60/70 ed anche buona parte degli 80 era molto distaccata, qualche volta preoccupata dal ns.fenomeno. Il timore era quello di una eccessiva modernizzazione della liturgia; per intenderci i canti che accompagnavano Messe, celebrazioni, preghiere, ecc. Quando poi l'equivoco fu chiarito e ci si rese conto che la maggior parte delle ns. canzoni erano cantate fuori dalle chiese o comunque in contesti di annuncio tramite concerti e spettacoli, la Chiesa cattolica non solo approvò la ns.esperienza ma ci accolse e ci incoraggiò a continuare e crescere, favorendo il fenomeno. La creazione da parte della CEI (Pastorale giovanile) del progetto di "Hope music", la collaborazione con la ns.Associazione e tante altre in sempre più iniziative congiunte (vedi Sanremo '99) ne è la prova ed il frutto. La maggior parte delle altre chiese cristiane invece, sotto la spinta degli stimoli che venivano da oltre oceano, sono sempre state all'avanguardia nella diffusione e valorizzazione della Christian music. Ora si è creata una splendida unione tra cattolici ed evangelici, soprattutto tra gli artisti."
I. E come vi accoglie il mondo esterno, per capirci la gente comune?

B. "Questa è veramente una benedizione! La gente ci accoglie con entusiasmo. Forse perchè non aspetta da noi la professionalità esasperata, ma il dialogo, la comunicazione, il sentirci vicino. Ed in questo, la maggior parte di noi, riesce benissimo."
I. Ed i media, gli esperti?
B. "I media non si interessano alla CCM se non quando qualche prete, frate o suora fa qualcosa di strano o qualche artista famoso si converte. Ci piacerebbe essere considerati così come siamo, senza distinzioni, apprezzati per quello che facciamo, per il messaggio che portiamo, per il favore che riscontriamo tra la gente. Gli esperti ed i critici non sono stati mai particolarmente "gentili" nei ns.confronti. Secondo me per due motivi: hanno ragione quando dicono che nel passato peccavamo di scarsa professionalità ("cantautori parrocchiali", "artisti da oratorio",ecc.). Ora la cura e conoscenza tecnica è molto cresciuta, così anche la selezione. Anche se, come ho detto prima, noi accogliamo nelle ns.Associazioni tutti quelli che vogliono cantare al Signore. E' chiaro che però si è creato un gruppo di "testimonial" che possano dimostrare talento e pro- fessionalità. Il secondo è che anche tra i critici musicali c'è molta confusione. Uno di loro mi disse: "l'altra domenica sono stato in chiesa ed ho sentito vostri canti: orribili e male interpretati!". Gli ho risposto entrando nel "suo mondo": "prova ad andare in un locale ove si faccia karaoke; in programma magari splendide canzoni, e dimmi se, nella maggior parte, ti sembrano belli e bene interpretati". Il canto nella liturgia è servizio, è animazione della Messa, del rito. Non sempre può essere magnificamente eseguito dal coro o dal popolo. In quest'ultimo tutti possono cantare! Anche gli stonati: perchè così e giusto, perchè il canto, in quel contesto, è preghiera."
I. Qual'è, per te, il vostro futuro.
B. "Il nostro futuro è come il nostro presente ed il nostro passato. Essere fedeli a Gesù, il più pos- sibile, purtroppo con le nostre umane bassezze ma anche e soprattutto con gli splendidi doni e talenti che Lui ci ha donato. La musica e la fede ora sono abbracciate. I giovani, e non solo loro se ne sono accorti e ci seguono."

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